I fondi sostenibili spiegati in 4 step
di Enrico Zuccato | pubblicato il 25 maggio 2021
1) Cosa sono i fondi ESG?
Si tratta nello specifico di fondi che, quando costruiscono il loro portafoglio di titoli, non si pongono soltanto obiettivi di tipo finanziario. Infatti, non puntano solo a massimizzare il rendimento, ma tengono conto di altri fattori, indicati con l’acronimo Esg (enviromental, social and governance), che identifica la tutela dell’ambiente, la responsabilità sociale e la trasparenza della governance e la gestione dell’azienda.
2) Conviene investire in questi prodotti finanziari? O meglio, si può credere che non costituiscano una condanna a cattivi risultati finanziari?
Certo che sì.
Nel tempo l’investimento ESG si è portato dietro una propria immagine distorta, che non corrisponde a verità. Infatti, spesso veniva associato come il responsabile di effetti deleteri per la performance finanziaria. Oggi sappiamo però, che non si può riconoscere una penalizzazione di performance dei fondi o veicoli di investimento ESG, a confronto con i normali veicoli di investimento.
Per ripulire l’investimento sostenibile dalle colpe ingiuste che nel tempo gli sono state attribuite, possiamo prendere ad esempio due studi.
- Lo studio di Morningstar del 2016, un monitoraggio dal 2002 del rating quantitativo di ciascun fondo classificato come “socially conscius” (dicitura di Morningstar per indicare i fondi sostenibili). Si è giunti alla conclusione che i fondi sostenibili hanno un profilo di rischio/rendimento simile se non leggermente migliore rispetto all'universo dei prodotti gestiti: la percentuale è più elevata per le 5 stelle rispetto alla percentuale associata a 1 stella (8.40% e 7.10 %), esattamente come per la percentuale di 4 stelle rispetto a quella relativa alle 2 stelle.
Fonte: SDA Bocconi – school of management
- Un secondo studio è quello di Morgan Stanley che analizza quasi 11.000 fondi comuni di investimento, sostenibili e convenzionali, dal 2004 al 2018. Le conclusioni a cui si arriva sono due:
- In termini di redditività i fondi tradizionali e sostenibili si assomigliano.
- I fondi sostenibili, rispetto a quelli tradizionali, hanno conseguito una riduzione al rischio.
3) Come riconoscere i fondi sostenibili?
Oggi si parla molto di greenwashing, ovvero della tendenza da parte delle case d’investimento a fare una sorta di ecologismo di facciata, utilizzando il marchio Esg soltanto come strumento promozionale e di marketing, senza che corrisponda realmente a una politica d’investimenti sostenibile.
Per combattere questo fenomeno però, dal 10 marzo 2021 è entrato in vigore il Sustainable finance disclosure regulation (o Sfdr) che obbliga le case di gestione dei fondi a comunicare come integrano i criteri Esg nelle loro politiche d’investimento. Nel frattempo, anche alcune agenzie specializzate o società di ricerca hanno elaborato dei sistemi per orientarsi tra i rating ESG, come il Morningstar Sustainability Rating e il Morgan Stanley Capital International, già descritti nel precedente articolo.
Sicuramente si tratta di alcuni primi passi importanti verso una maggiore trasparenza, ciò che però serve è un esame più approfondito per capire a che livello i fattori ambientali, sociali e di governance siano inglobati nei processi di investimento, oppure se il gestore fa impact investing (strategia che combina una performance finanziaria con obiettivi in termini ambientali e sociali, e la misurazione dell’impatto).
Per capire davvero se e in quale misura una società di gestione ha integrato la sostenibilità nelle sue strategie possiamo guardare al quadro di riferimento messo a punto dagli analisti di Morningstar. La società di servizi finanziari americana stima che in Europa ci siano 3.444 (al 31 marzo) prodotti ESG, ma questo non vuol dire che i gestori abbiano una “cultura sostenibile”.
Tant'è che, dopo una prima analisi a novembre 2020 su 40 case di gestione e un centinaio di strategie a livello globale, i ricercatori di Morningstar hanno pubblicato l’ESG commitment level su altri 31 asset manager (per un totale di 140 strategie) e tra questi ultimi, non ci sono Leader (il massimo del giudizio) tra coloro che operano in Italia.
Sono presenti, invece, diverse società con il giudizio Advanced (il grado immediatamente inferiore), che si caratterizzano per integrare intenzionalmente i fattori di sostenibilità nei loro processi di investimento, dedicando risorse adeguate e attuando procedure di monitoraggio strutturate. Rispetto ai Leader hanno un minor grado di applicazione dei criteri ESG all’interno della loro organizzazione.
4) L’investimento sostenibile dovrebbe essere implementato attraverso una gestione passiva o attiva?
E' legittimo per un investitore fare un confronto tra le due gestioni, perciò riporteremo i vantaggi e gli svantaggi che le interessano.
Le argomentazioni a favore della scelta di una gestione passiva possono riassumersi in 3 punti:
- convenienza in termini di minori spese;
- maggiore trasparenza e conoscibilità dell'investimento;
- l'investimento sostenibile mediante una strategia passiva sottrae l'asset manager da possibili dilemmi o contrasti interiori che possono compromettere l'allineamento degli investimenti con gli obiettivi ESG dell'investitore.
Per quanto riguarda, invece, le argomentazioni contro l'azione passiva emergono 4 questioni:
- la soggettività dell'investimento sostenibile, che necessita di intervento umano, piuttosto che dell'applicazione di una metodologia rigida, che è quella che definisce la struttura di un investimento ESG attraverso un benchmark ESG da imitare;
- gli approcci sostenibili che ricorrono ad una strategia passiva costituirebbero un impedimento all'utilizzo di engagement practices;
- il ribilanciamento è possibile solo in tempi prestabiliti;
- la mancanza di un monitoraggio costante e di un intervento tempestivo sul portafoglio d'investimento.
Per questi motivi, penso sia necessario, soprattutto quando si parla di investimenti sostenibili, un campo che ha bisogno per sua natura di un professionista che sia aggiornato in materia ESG, affidarsi a qualcuno di preparato che possa consigliare al meglio il cliente e che sappia seguirlo nei propri investimenti.
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