Prestito infruttifero: quali rischi?
di Enrico Zuccato | pubblicato il 31 ottobre 2024
Mi capita spesso di incontrare clienti che hanno necessità di aiutare un figlio ad acquistare un bene, come un immobile, che altrimenti non si potrebbe permettere.
Molti intendono farlo con il famoso “prestito infruttifero”, sovente non formalizzato, senza sapere i rischi che si corrono visto che raramente si tratta di un vero e proprio prestito infruttifero perché il denaro quasi mai sarà restituito. Frequentemente è attuato su suggerimento di qualche professionista non al passo con i tempi.
Perché non al passo con i tempi?
Perché, anche qualora che si trattasse di un vero e proprio prestito, sarebbe soggetto all'imposta di registro pari al 3%.
Dal punto di vista fiscale non è opportuno simulare un prestito, infatti si può sfruttare la franchigia di un milione di euro per le donazioni ai familiari in linea retta.
Ad esempio è possibile aiutare un figlio ad acquistare una casa anche in esenzione fiscale con lo strumento della intestazione di beni a nome altrui: in pratica un soggetto acquista l’immobile con il denaro conferito in tutto o in parte dal genitore senza che ci sia uno specifico atto notarile di donazione ma solo l’atto di acquisto. Inoltre è da considerare che i bonifici tra familiari sono sotto stretta osservazione del fisco; quindi se si volesse trasferire denaro anche con un prestito che sarà restituito è bene formalizzarlo almeno con una scrittura privata con data certa indicando anche le modalità di restituzione.
Pianificare in modo corretto una donazione indiretta può in sintesi evitare imposte inutili e rischi di accertamenti fiscali.
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