Perché "investire sostenibile" dovrebbe interessarci

Ignorare le problematiche ambientali non è più possibile, e a rendersene conto sono i paesi di tutto il mondo, dalla Cina che oggi è una delle realtà più attente a questo tema, all’Europa, che l’11 dicembre 2019 ha presentato ufficialmente il Green Deal europeo, in linea con gli accordi di Parigi. Si tratta di un piano d’azione che ha come principale obiettivo la riduzione delle emissioni di COfino al raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha definito questo progetto verde come la nostra nuova strategia di crescita.

I fondi per questo insieme di norme e sanzioni (per chi non fa la sua parte) sono numerosi: all’interno del programma next generation rientra il recovery fund di 750 miliardi di euro il quale prevede che almeno 250 di questi siano destinati alla lotta per il cambiamento climatico, oltre al 37% del bilancio europeo dei prossimi 7 anni, che sarà destinato a questo fine.

Il Green Deal europeo è parte integrante della strategia adottata dalla Commissione Europea per attuare l'Agenda 2030, programma sottoscritto dalle Nazioni Unite nel 2015, che definisce i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, i cosiddetti Sustainable Development Goals (SDGs), da realizzare appunto entro il 2030.


Fonte: https://www.agenziacoesione.gov.it/comunicazione/agenda-2030-per-lo-sviluppo-sostenibile/

"È la prima volta che i leader mondiali s’ impegnano in uno sforzo e in un’azione comune attraverso un’agenda politica così vasta e universale".

(Onu, Agenda 2030)


Per vedere realizzati gli obiettivi che si propone di raggiungere il Green Deal, quindi un uso efficiente delle risorse, il ripristino della biodiversità, la riduzione dell'inquinamento, oltre alla valorizzazione di un’economia circolare, sarà anche necessaria l’azione dell’industria finanziaria.

 Perché? E Che cosa distingue gli investimenti sostenibili da quelli convenzionali?

Gli investimenti sostenibili sono approcci/strategie d’investimento che, oltre ai classici criteri di valutazione puramente finanziari, prendono in considerazione 3 ambiti tematici relativi ad ambiente (environment) aspetti sociali (social) o attinenti al governo di imprese/società (governance), solitamente riassunti sotto l'acronimo «ESG»In base a questi parametri è possibile differenziare le aziende che in un futuro a lungo termine avranno più/meno problemi in ambito sociale, ambientale e gestionale.

L’investitore gioca un ruolo essenziale: oltre alla possibilità d’investire in tecnologie rispettose dell’ambiente, può decidere di trattenere o ritirare finanziamenti da imprese e governi che non riescono a prendere sul serio le proprie responsabilità ambientali e sociali.

Ma non si tratta solo di una questione etica. L’investimento sostenibile coniuga infatti la conquista di quello che è un interesse collettivo, il nostro futuro, al raggiungimento di ritorni interessanti, per chi sta effettivamente investendo. Gli investimenti ESG possono produrre rendimenti di medio-lungo periodo (in quanto le imprese sostenibili indirizzano i loro processi e prodotti al futuro) decisamente importanti.

Prendiamo ad esempio uno studio elaborato dalla SDA Bocconi School of Management di Milano che confronta i titoli obbligazionari europei, mettendo in evidenza il vantaggio delle obbligazioni emesse da società con un elevato rating ESG: nel corso del periodo 2014-2018 le loro obbligazioni registrano un rendimento cumulativo del +8,8% rispetto al +7,7% del campione di controllo. Inoltre, sembra vi sia una sostanziale differenza dal 2016, anno in cui aumentò la sensibilità per i temi legati alla sostenibilità, non solo ambientale. Analizzando invece il contributo ottenuto nelle tre diverse aree (Ambientale, Sociale, Governance) non ci sono differenze significative nei rendimenti tra i rating delle categorie Ambientale e Sociale, mentre la componente Governance è responsabile del rendimento differenziale.

È ormai ora di abbandonare il pregiudizio secondo cui la sostenibilità vada a scapito del rendimento, iniziando a riconsiderare anche queste importanti forme d’investimento, oltre a quelle tradizionali, a beneficio non solo del mondo in cui viviamo ma anche del nostro portafoglio.  A riguardo risultano in trend di importante crescita le emissioni di Green Bond (“obbligazioni verdi”), strumenti finanziari attraverso i quali gli emittenti raccolgono fondi da destinare esclusivamente a progetti con impatti ambientali positivi.

Anche quando si parla di nuove opportunità d’investimento ESG, è importante affidarsi ad un consulente finanziario, preparato in materia, che elabori un portafoglio tarato sulle singole esigenze, obiettivi e propensione al rischio.


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